Greta Belintende
Greta, fotografa e artista visiva, si appassiona alla fotografia all’età di sette anni e da allora non smette di esplorarne le infinite possibilità. Dopo aver studiato fotografia all’università, inizia un percorso di ricerca che la conduce verso l’analogico, dove l’imperfezione diventa linguaggio e l’errore si trasforma in un’estetica intima e necessaria.
La camera oscura diventa il luogo in cui memoria e materia si incontrano: uno spazio di sperimentazione, dove la chimica si mescola alla magia e ogni immagine nasce per celebrare la bellezza dell’inatteso. Dalla stampa tradizionale alle tecniche antiche, la cianotipia rappresenta oggi l’ultimo passaggio della sua ricerca: un processo che unisce il blu profondo alla fotografia, trasformando ogni opera in una traccia poetica, sospesa tra il sogno e la memoria.
Per Greta, la fotografia è un territorio emotivo, un modo di sentire prima ancora che di vedere. È un bisogno viscerale di raccogliere storie e di renderle visibili, di trasformare la paura di dimenticare in un archivio di dettagli e di emozioni che restano. Il suo lavoro si nutre di uno sguardo sensibile e radicale, capace di accogliere ciò che è fragile, sbagliato, vero.
Oggi il suo obiettivo si posa su ciò che ama di più: mare, tramonti, persone e un luogo speciale, l’isola di Levanzo. Qui nasce un dialogo costante tra la luce e la memoria, un legame che si rinnova in ogni scatto.






